La mia Morning Routine 20-20-20

Ma chi l’ha detto che una mamma non può prendersi del tempo per se stessa senza per forza doversi sentire in colpa se sacrifica qualche ora alla famiglia?

Come mi piace ripetere spesso, da quando ho capito che il benessere dei figli, e quindi della famiglia in senso più ampio, dipende anche dal benessere psicofisico dei genitori, la prospettiva con cui guardo alla vita è totalmente cambiata ed ho imparato a prendermi i miei spazi lasciando andare il senso di colpa.

E così, a metà settembre, il mese dei buoni propositi per me, un po’ come lo è gennaio per molti, mi ritrovo un’agenda piena zeppa di appuntamenti ed eventi cui tengo molto già fissati per le prossime settimane, esperienze che avrò certamente il piacere di condividere a tempo debito con voi.

Dunque, come prepararsi al meglio per riuscire ad incastrare tutti questi impegni in calendario?

In verità io ho iniziato già qualche mese fa, ispirata dalla lettura di The Miracle Morning. Il best seller di Hal Elrod, infatti, mi ha colpito subito per l’approccio molto pratico con cui affronta i vari step necessari per aiutare le persone a sbloccare la propria vita in tutti quei momenti in cui ci si sente immobili, demoralizzati, incapaci di perseguire con costanza i propri obiettivi, inseguire i propri sogni.

Così è iniziata la sfida dei 21 giorni, in cui ho sperimentato nuove azioni quotidiane da svolgere la mattina presto, gesti che stanno diventando ormai delle piccole routine insostituibili; a loro devo un cambiamento significativo, in positivo, sul mio modo di affrontare la giornata e gli impegni che la stessa prevede.

Non è stato facile, e non lo è tuttora a volte, alzarsi presto la mattina quando magari tuo figlio si sveglia alle quattro e tu, per farlo riaddormentare, ci impieghi un’ora sapendo che appena un’ora più tardi ti devi alzare; alcune volte non si può far altro che cedere alla stanchezza.

Però non desisto, perché ho chiari i miei obiettivi e sono stanca di sentirmi sopraffatta dalle cose da fare e di andare a dormire sempre tardi accompagnata da quel senso di insoddisfazione per le attività rimaste incompiute.

So bene cosa significhi avere la sensazione che le ore a disposizione siano sempre troppo poche per portare tutto a termine, per passare del tempo di qualità con la propria famiglia senza tralasciare per questo la spesa, le pulizie di casa, la cura di sè, la palestra, le proprie passioni.

Insomma, sentirsi schiacciati dagli impegni e non più padroni del proprio tempo.

Alcuni giorni fa ho deciso di leggere The Miracle Morning una seconda volta, soffermandomi sui punti chiave già evidenziati durante la prima lettura e, quasi in contemporanea, mi sono avvicinata al mondo del Time-Management, rivalutando sempre più il potere delle routine.

Da piennellista sapevo già che la parte inconscia del nostro cervello funziona per abitudini e, più creiamo e fortifichiamo alcuni gesti quotidiani, sia positivi che negativi, più la nostra mente entra in zona di comfort e si convince di poter stare tranquilla ed inserisce il pilota automatico continuando a riproporceli in continuazione.

Da questo ragionamento scaturisce una certezza: l’inconscio non ci riporta a quello che vogliamo, bensì a quello che costantemente gli ripetiamo attraverso le parole che usiamo, i comportamenti che mettiamo in atto e le emozioni che proviamo.

Ecco perché ho deciso di cestinare le abitudini negative per concentrarmi sulle routine quotidiane che mi fanno star bene, per ottenere il massimo da ogni mio giorno e poter trasmettere questi benefici di riflesso anche alla mia famiglia.

Ho deciso di dare un nome alla mia rivisitazione personale del Miracle Morning di Hal Elrod per dare un feedback personale alla sua sfida dei 21 giorni: l’ho chiamata “LA MIA MORNING ROUTINE 202020“, dove il numero 20 sta a indicare i minuti che dedico ogni mattina alle attività che sento più mie tra quelle consigliate da Hal.

Nello stilare le mie personali abitudini ho voluto riportare esattamente le azioni che svolgo ogni giorno tra le 6.00 e le 7.00 di mattina, nei sessanta minuti che mi regalo appena sveglia mentre tutti in casa ancora dormono, e che mi hanno portato un immediato e concreto beneficio. Questo nella speranza di poter essere di aiuto alle persone che in questo momento si trovano insabbiate, bloccate, incapaci di portare avanti un qualsiasi progetto cui tengono.

Per ora ho deciso di presentarvi solo i primi venti minuti della mia Morning Routine 20-20-20; mi sono talmente appassionata, infatti, a quest’area della crescita personale, iniziata con i corsi di Programmazione NeuroLinguistica e di Coaching, che ne sto approfondendo lo studio al fine di realizzare un lavoro più ampio che mi permetterà di renderla semplice, chiara, fruibile per tutti.

LA MIA MORNING ROUTINE 20-20-20:

i miei primi 20 minuti

La primissima cosa che faccio, dopo essermi alzata dal letto, è quella di sciacquarmi il visto con dell’acqua fresca e lavarmi i denti. Personalmente non riesco a fare nulla se prima non mi sono lavata i denti.

Subito dopo vado in cucina e mi preparo un bel bicchierone di acqua tiepida con il succo di mezzo limone spremuto al momento, che bevo rigorosamente con la cannuccia per evitare che l’acido del limone possa, a lungo andare, rovinare lo smalto dei denti. Credo sia inutile soffermarsi troppo sugli innumerevoli vantaggi di bere acqua e limone appena svegli, il cui beneficio principale è sicuramente quello di depurare l’organismo in profondità ed eliminare le tossine, a patto che la bevanda venga assunta a stomaco vuoto e che per i successivi dieci minuti non vengano consumati caffè o cibo; insomma è bene attendere un pochino prima di buttarsi a capofitto sulla prima colazione.

Io, personalmente, approfitto di questo lasso di tempo per osservare dalla finestra i colori dell’alba, poi mi accomodo sul divano, chiudo gli occhi e medito in silenzio fino a quando mi sono completamente rilassata;  a questo punto ripeto mentalmente alcune affermazioni molto potenti che rispondono alle domande “cosa desidero” “cosa mi impegno a diventare” e “cosa mi propongo di fare per cambiare”. Quindi passò a visualizzare una serie di situazioni positive, sia già vissute in modo da rafforzare l’autostima, sia non ancora accadute ma che desidero vedere realizzate nel breve o medio-lungo periodo.

Ed i miei primi venti minuti se ne sono andati.

Già dopo la prima fase “20” posso dire di sentirmi lucida, focalizzata ed allo stesso tempo rilassata, con la giusta carica di energia per affrontare la giornata che sta per iniziare.

Ovviamente i successivi 40 minuti fanno la differenza e vanno ad implementare la valenza dell’intera routine.

Come vi dicevo, approfondirò questo tema a breve; nel frattempo, se qualcuno ha già avuto modo di leggere il libro e vuole condividere la propria esperienza può farlo nei commenti, sarò lieta di confrontarmi con voi e di scoprire le vostre bellissime routine.

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