mindfulness pratica informale

Mindfulness nella vita quotidiana: la pratica informale

La straordinarietà della Mindfulness risiede nell’estrema semplicità e praticità con cui si impara, giorno dopo giorno, ad apprezzare ogni singolo attimo, allontanando ansia e stress e recuperando un senso di benessere diffuso.

 

Non tutti sanno che, oltre alla pratica formale, in cui si medita in una determinata posizione e seguendo determinate linee guida, esiste anche una pratica informale in cui, cioè, si medita mentre si eseguono normali attività quotidiane.

In altre parole, in uno o più momenti durante la giornata si sceglie di prestare attenzione in maniera intenzionale a ciò che si sta facendo in quel dato momento, immergendosi nell’attività prescelta e osservando e accettando la situazione per quella che è, ascoltando le sensazioni che la stessa ci regala.

 

Tra le pratiche informali di Mindfulness più note vi sono la “Meditazione informale del risveglio”, la “Meditazione informale del lavarsi i denti”, la “Meditazione informale della doccia” e la “Meditazione informale di lavare i piatti”, quindi legate a gesti quotidiani in cui spesso, mentre li svolgiamo, capita di pensare ad altro e ci ritroviamo distanti dall’esperienza in sé.

 

Il bello della pratica informale è proprio data dal fatto che possiamo imparare a godere consapevolmente di ogni momento della nostra giornata poiché la pratica si può integrare davvero con qualsiasi attività desideriamo, come una semplice passeggiata o durante la fila al supermercato, in viaggio in treno o, ancora, mentre leggiamo un libro.
Le possibilità sono infinite e, abituandoci a sperimentare in differenti occasioni, avremmo modo di comprendere che ogni singola esperienza di vita quotidiana può rappresentare una grande opportunità per allenare la propria consapevolezza.

 

Se ci stiamo avvicinando alla Mindfulness da poco, è preferibile scegliere per ogni settimana una sola pratica da svolgere, come quella di lavarsi i denti, di fare la doccia o di fare colazione consapevolmente.

 

Ma in cosa consiste esattamente la pratica informale?

 

A prescindere dall’attività che andremo a scegliere per la pratica informale, l’importante è che questa venga svolga immergendoci totalmente con impegno e intenzione in ciò che stiamo facendo, nel momento stesso in cui lo stiamo facendo, utilizzando tutti i nostri sensi e sospendendo il giudizio sulle sensazioni legate all’esperienza.

 

Se, ad esempio, scegliamo come pratica informale della settimana “La colazione consapevole”, la giornata inizierà a grandi linee nel modo seguente:
Con atteggiamento gentile e un sorriso accennato sul volto, scegliamo con cura tovaglietta, tazza e piattino e prepariamoci con tranquillità al nostro rituale: mentre prepariamo thè o caffè, osserviamo i colori che circondano la nostra cucina, la luce che entra dalla finestra, avvertiamo l’aroma della bevanda che invade la stanza, ascoltiamo il rumore della caffettiera o teiera; e poi gustiamo il nostro piatto, dolce o salato, iniziando ancor prima di portarlo alla bocca osservando, anche in questo caso, i colori delle pietanze, la loro forma, e successivamente la consistenza sul palato.
Utilizziamo tutti i nostri sensi per fare di questa esperienza un momento ricettivo, di ascolto, di presenza, di apertura positiva verso la giornata appena iniziata.

 

Questo atteggiamento avrà come effetto l’aumento della nostra capacità di concentrazione e focalizzazione sulle attività successive: otterremo incredibilmente una mente più calma e brillante e un’attitudine a risolvere i problemi con più facilità.

 

La Pratica informale può essere utilizzata ovunque e in qualsiasi momento della giornata e questo la rende veramente adatta a tutti: essa consente di avvicinarsi alla Meditazione di Consapevolezza in maniera naturale, lontani da schemi rigidi, promuovendo creatività, gioia e, soprattutto, benessere, il vero motore della nostra vita.

“La meditazione è il nuovo dispositivo mobile; può essere utilizzato ovunque, in qualsiasi momento, con discrezione”

(Sharon Salzberg)

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