Educare i bambini alla rabbia grazie al Coaching e alla Mindfulness

Quando un bambino si arrabbia, generalmente la sua energia finisce per esplodere in aggressività o in comportamenti che risultano al di fuori dal suo controllo.
Il primo passo è invitare il bambino a prendersi un attimo di pausa in cui coltivare un suo spazio di silenzio per ritrovare la calma, magari spostandosi in un’altra stanza.
“A freddo”, cioè solo quando il bambino avrà ritrovato completamente la sua tranquillità, si potrà intervenire avvicinandosi a lui e invitandolo a raccontare cosa ha scatenato questa emozione forte, spiegandogli che comportamenti di aggressività e violenza non sono accettabili per esprimere la rabbia. E` controproducente cercare questo tipo di dialogo con il bambino mentre è ancora in circolo l’energia prodotta dalla rabbia: non sarebbe in grado di indirizzare la sua attenzione alla comunicazione in quanto ancora distratto da quanto accaduto poco prima.

In questo modo aiutiamo il bambino a comprendere che le emozioni e gli stati d’animo sono mutevoli, che hanno un inizio ed una fine -proprio come ci insegna la Mindfulness- e che anche una emozione intensa come la rabbia ad un certo punto svanisce.

Anche il Coaching, da parte sua, ci può venire in soccorso con un utile esercizio volto a promuovere l’intelligenza emotiva del bambino attraverso l’uso di domande utili in grado di farci entrare in stretta connessione con lui.

Si tratta dell’esercizio che mi piace chiamare “Che faccia ha tua rabbia”? e che si esegue, sempre “a freddo” secondo lo schema che segue:

 

Esercizio: “CHE FACCIA HA LA TUA RABBIA”?

Per aiutare nostro figlio a gestire a meglio l’emozione della rabbia è bene sempre attendere che la “tempesta” sia passata da qualche ora e scegliere un momento in cui sia tranquillo.

Possiamo fargli notare che lo hai visto molto arrabbiato in quella data occasione e chiedigli cosa potete fare insieme, secondo lui, per gestire meglio il prossimo episodio di rabbia.

Successivamente possiamo proporre l’esercizio “Che faccia ha la tua rabbia”?

Ti consiglio di utilizzare domande e frasi simili alle seguenti:

<<Riesci a sentire la rabbia in una parte precisa del tuo corpo? Se sì, puoi indicarmelo con la mano?

Ha un colore la tua rabbia? Se sì, quale?

Ha una forma la tua rabbia? Se sì, quale Magari ha una forma indefinita, oppure somiglia ad un animale, o che altro?

Immagina di rinchiudere questo disegno immaginario della tua rabbia in una bolla.

Ora immagina di prendere tra le mani questa bolla pesante e di buttarla fuori dal tuo corpo lanciandola con tutta la tua forza il più lontano possibile.

Respira. Ora al posto di quella bolla hai uno spazio vuoto dentro di te. Riesci a percepirlo?

Immagina di prendere un secchio colorato e, se ti va, riempilo del colore che ti piace di più o con l’immagine che preferisci.

Come stai ora?

Sai tesoro, la cosa meravigliosa è che puoi utilizzare questo trucchetto ogni volta che senti salire la rabbia dentro di te, perché ora puoi riconoscerla, sai esattamente che faccia ha e sai anche come farla andare via>>! 😉

Mindfulness e Coaching possono, dunque, aiutare davvero il genitore e gli adulti di riferimento per i bambini a promuovere una più efficace gestione delle emozioni dei bambini. In particolare, nel caso di stati emotivi particolarmente intensi e impegnativi come la rabbia, l’ansia e la paura, la Mindfulness può aiutare bambini e ragazzi a ritrovare la propria armonia attraverso esercizi di respirazione e di connessione col proprio corpo, che permettono loro di imparare ad ascoltarsi per affrontare -senza lasciarsi travolgere- le emozioni di tutti i giorni.

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